Basta un primo contatto con le regole del blackjack per capire la cosa principale: il compito del giocatore è arrivare a 21, possibilmente con due carte. Il valore delle carte sembra la cosa più semplice del mondo, eppure ci sono sfumature che meritano un approfondimento. Se stai imparando le regole adesso o hai ancora poco tempo di tavolo alle spalle, questa analisi ti aiuterà a mettere tutto al suo posto.
Il valore delle carte: quanto vale ogni carta
Per chi parte davvero dalle basi, cominciamo con una tabella dei valori.
| Carta | Valore | Nota |
|---|---|---|
| 2–10 | Valore nominale (2–10) | Come è scritto sulla carta |
| Fante (J) | 10 | Carta da dieci punti |
| Donna (Q) | 10 | Carta da dieci punti |
| Re (K) | 10 | Carta da dieci punti |
| Asso (A) | 1 oppure 11 | A scelta del giocatore |
Nel blackjack il valore delle carte è sempre lo stesso: non dipende dalla variante di regolamento, dal numero di mazzi o dal tavolo specifico. Cambiano le condizioni di gioco, non quanto vale ciascuna carta.
Importante: basta ricordare tre cose — le carte numeriche valgono il loro valore nominale, tutte le figure e il dieci valgono 10, e l’asso è flessibile (1 o 11). Da qui in avanti, ogni elemento di strategia si costruisce su questi valori.
Le carte da 10 punti: dieci, fante, donna, re
Nel mazzo le carte da 10 punti sono le più numerose: dieci, fante, donna e re. In una partita ordinaria — senza side bet specifiche, cioè puntate aggiuntive1, che non tutti i tavoli offrono — il loro valore per il giocatore è identico. E tutte le carte da dieci punti sono molto utili:
- insieme a un asso, una carta del genere forma la combinazione chiamata blackjack naturale: 21 con due carte, la mano2 più forte, che nella maggior parte dei regolamenti non perde contro nessuno e paga 3:23;
- due carte da 10 punti (e ce ne sono 16 in un mazzo da 52, quindi capitano in coppia tutt’altro che di rado) fanno 20, anche questa una mano molto solida.
L’abbondanza di preziose carte da 10 punti incide direttamente sul conteggio delle carte, ma ne parliamo più avanti.
Importante: le figure (fante, donna, re) e il dieci sono del tutto equivalenti per la puntata principale — aggiungono tutte esattamente 10 punti alla mano. Nessun re è «più forte» di una donna finché non entrano in gioco le rare puntate secondarie.
L’asso, la carta più speciale
Nel blackjack una sola carta ha un valore variabile, e per il giocatore non è un difetto ma il contrario: un vantaggio, che permette di sfruttare al meglio ciò che è arrivato in mano.
1 o 11: mani morbide e mani dure
L’asso può valere 1 punto oppure 11, e a decidere come contarlo è chi ha la mano: dipende tutto da ciò che conviene. Un asso e un sette, per esempio, possono essere trattati come 8 oppure come 18 morbido (soft 18)4; l’8 al giocatore non serve a niente, mentre su un 18 morbido le opzioni sono diverse:
- se la carta scoperta del dealer (upcard, la prima carta che mostra) vale 9–11, con 18 puoi ancora perdere, quindi il giocatore chiede carta sapendo che, in caso di «sballo», l’asso scende a 1 e la mano diventa semplicemente dura;
- se la carta del dealer è un 2, un 7 o un 8, è molto probabile che il banco non arrivi allo stesso 18 oppure sballi, quindi al giocatore conviene non prendere altre carte;
- se la carta scoperta del dealer vale da 3 a 6, le probabilità del giocatore di perdere in un modo o nell’altro sono ancora più alte: qui è saggio non solo chiedere carta, ma raddoppiare la puntata5.
È importante capire anche come si comporta il dealer: si ferma sempre una volta arrivato a 17 per non sballare, ma la domanda è se si fermerà su un 17 morbido, dove una carta in più non può farlo sballare. Il regolamento del tavolo dovrebbe indicare con chiarezza quanto vale un asso nella mano del banco: se il dealer lo tratta sempre come 11, è un vantaggio per il giocatore, perché si fermerà più spesso su un 17 debole anche dove avrebbe potuto chiedere carta.
Il blackjack naturale
L’asso è prezioso anche perché senza di lui non si può comporre la combinazione più redditizia: il blackjack naturale, cioè 21 con due carte. Visto quanto valgono re, donna, fante e dieci, un asso insieme a una qualsiasi delle 16 carte da dieci punti (in un mazzo completo) forma la mano migliore in assoluto, che batte perfino un 21 costruito con più carte. Il pagamento del blackjack naturale è 3:2 (a volte 6:5): l’unica puntata (a parte le rare e sempre sfavorevoli side bet) in cui la vincita è superiore alla posta stessa.
Importante: un pagamento 6:5 al posto del 3:2 sembra quasi uguale, ma taglia in modo sensibile il profitto del giocatore su ogni blackjack. Controlla la scritta sul tappeto prima di sederti.
Dividere gli assi
Due assi nella stessa mano non capitano spesso, ma capitano; tecnicamente sono 2 o 12, però è molto più saggio dividere una mano del genere: ripeti la puntata e giochi di fatto due mani, ciascuna con un asso. Così una mano formalmente povera si trasforma in due buone: il giocatore mantiene la possibilità di due blackjack naturali in un colpo solo o, come minimo, di due mani forti. Il dealer non divide mai, quindi per lui una coppia di assi è piuttosto un problema. Detto questo, in una variante molto diffusa — Atlantic City Blackjack — nemmeno il giocatore può dividere gli assi. In teoria la stessa regola può valere in altri tavoli che non citano Atlantic City nel nome, perciò prima di iniziare studia sempre il regolamento dettagliato di quel tavolo.
L’assicurazione sull’asso del dealer
Le puntate diverse da quella principale nel blackjack sono di solito una rarità, disponibili solo in tavoli particolari; l’unica eccezione è l’assicurazione contro il blackjack del dealer (insurance), che si trova ovunque. Funziona così: se la carta scoperta del dealer è un asso (un blackjack naturale è probabile), il giocatore può subito piazzare una puntata assicurativa pari a metà della posta principale e, se il dealer ha davvero un blackjack naturale, viene pagato 2:1 sull’assicurazione. La puntata principale contro un blackjack naturale di norma perde: a quel punto il pagamento dell’assicurazione copre la perdita e riporta il giocatore in pari.
I giocatori esperti in genere non si assicurano: puntandoci con regolarità il vantaggio del banco sale all’1,97% contro una media dello 0,5% senza assicurazione (giocando con la strategia di base). La matematica è questa: nel blackjack a sei mazzi con mazzo completo la probabilità di un 10 aggiuntivo accanto all’asso del dealer è del 30,87%, quindi succede meno di una volta su tre; dato il pagamento 2:1, l’assicurazione avrebbe senso solo se il dealer facesse blackjack naturale nel 33,3% dei casi o più. In pratica i giocatori che contano bene le carte l’assicurazione la prendono — ma solo quando il sabot (il mazzo residuo) è nettamente sbilanciato verso le carte alte, grazie a un’uscita massiccia di carte basse verso gli scarti.
Hi-Lo / conteggio: il valore delle carte nel conto
I sistemi di conteggio delle carte sono diversi, ma il più semplice — e quindi il più diffuso — è il sistema Hi-Lo. Il giocatore non deve memorizzare i semi delle carte scartate, e nemmeno il loro rango esatto: partendo da zero, basta sommare o sottrarre punti per ogni carta che finisce negli scarti.
| Carte | Valore nel conteggio |
|---|---|
| 2, 3, 4, 5, 6 | +1 |
| 7, 8, 9 | 0 (neutro) |
| 10, fante, donna, re, asso | −1 |
Un conteggio molto positivo significa che il sabot ora favorisce le carte alte: il giocatore farà più spesso, se non blackjack naturali, almeno mani forti come il 20; in quel caso è saggio alzare le puntate. Al contrario, un conteggio negativo dice che nel sabot restano meno dieci, fanti, donne e re, che un blackjack naturale pagato 3:2 è improbabile e che conviene quindi abbassare le puntate — a volte è il segnale per chiudere del tutto la sessione.
Abbiamo detto sopra che l’assicurazione contro il blackjack del dealer a volte diventa conveniente: succede quando il conteggio indica un grande residuo di dieci, fanti, donne e re nel sabot, perché a quel punto è più probabile che escano accanto all’asso del dealer. Quindi, con un conteggio molto positivo, una puntata di assicurazione può risultare giustificata.
Importante: qui abbiamo solo sfiorato le basi del conteggio — come minimo il giocatore deve anche correggere il conto per il numero di mazzi. Sul nostro sito c’è un articolo dedicato e dettagliato su come contare le carte: leggilo assolutamente.
Le probabilità di pesca
Il numero di mazzi nel blackjack conta per il conteggio delle carte e incide direttamente sulla probabilità che escano certe carte quando la mano è già avviata e una parte delle carte è finita negli scarti. Ma la prima carta da un sabot intatto esce sempre con la stessa probabilità di 1/13, cioè il 7,69%. Con la stessa logica sopra abbiamo calcolato la probabilità che una carta da dieci punti accompagni l’asso del dealer: lì il risultato è 4/13.
| Numero di mazzi | Carte / utili | Probabilità della prima carta |
|---|---|---|
| 1 | 52 / 4 | 7,69% |
| 2 | 104 / 8 | 7,69% |
| 4 | 208 / 16 | 7,69% |
| 6 | 312 / 24 | 7,69% |
| 8 | 416 / 32 | 7,69% |
Poiché la carta più preziosa per il giocatore resta l’asso, è naturale voler conoscere le probabilità di riceverne uno in mano. Qui non conta molto che l’asso esca per primo (sempre 7,69%): basta che sia almeno una delle prime due carte. La formula si fa un po’ più complessa, 1 − (48/52)·(47/51), e dà una probabilità di asso in due carte del 14,9%6. Quest’ultimo dato vale solo per il blackjack a mazzo singolo, dove gli assi sono soltanto quattro.
La strategia di base per le mani chiave
Giocando a blackjack il giocatore non dovrebbe affidarsi all’istinto né a continui calcoli a mente: esiste la cosiddetta strategia di base, che prescrive le azioni con la più alta probabilità di vittoria per ogni situazione. È importante capirlo: la strategia di base non garantisce il successo, massimizza soltanto la probabilità di vincere, mentre il risultato finale dipende comunque dalle carte che pescano giocatore e dealer.
Le tabelle di strategia di base permettono di ridurre drasticamente il vantaggio del banco (di norma a circa lo 0,5% e in alcuni tavoli perfino allo 0,15%), ma bisogna usare soltanto la tabella le cui mosse sono calcolate esattamente per il tuo regolamento. Sul nostro sito trovi tabelle dettagliate per ogni tipo di variante; qui mostriamo esempi per una partita a 4–8 mazzi con dealer che sta sul 17 morbido. La notazione è la seguente:
- H — hit (chiedere un’altra carta);
- D — double down (raddoppiare);
- S — stand (stare);
- R — surrender (arrendersi, se il tavolo lo consente);
- P — split (dividere le mani).
Con le mani dure (nessun asso, oppure un asso già contato 1) si procede così.
| Mano | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | A |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 8 e meno | H | H | H | H | H | H | H | H | H | H |
| 9 | H | D | D | D | D | H | H | H | H | H |
| 10 | D | D | D | D | D | D | D | D | H | H |
| 11 | D | D | D | D | D | D | D | D | D | H |
| 12 | H | H | S | S | S | H | H | H | H | H |
| 13 | S | S | S | S | S | H | H | H | H | H |
| 14 | S | S | S | S | S | H | H | H | H | H |
| 15 | S | S | S | S | S | H | H | H | R | H |
| 16 | S | S | S | S | S | H | H | R | R | R |
| 17 e oltre | S | S | S | S | S | S | S | S | S | S |
E così, invece, con le mani morbide, dove per ora l’asso vale 11; ricorda che una mano morbida può sempre ricevere una carta senza rischio di sballare.
| Mano | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | A |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A,2 | H | H | H | D | D | H | H | H | H | H |
| A,3 | H | H | H | D | D | H | H | H | H | H |
| A,4 | H | H | D | D | D | H | H | H | H | H |
| A,5 | H | H | D | D | D | H | H | H | H | H |
| A,6 | H | D | D | D | D | H | H | H | H | H |
| A,7 | S | D | D | D | D | S | S | H | H | H |
| A,8 | S | S | S | S | S | S | S | S | S | S |
| A,9 | S | S | S | S | S | S | S | S | S | S |
Per le mani formate da una coppia di carte di pari valore c’è una terza tabella, con la differenza che queste mani si possono anche dividere.
| Mano | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | A |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2,2 | P | P | P | P | P | P | H | H | H | H |
| 3,3 | P | P | P | P | P | P | H | H | H | H |
| 4,4 | H | H | H | P | P | H | H | H | H | H |
| 5,5 | D | D | D | D | D | D | D | D | H | H |
| 6,6 | P | P | P | P | P | H | H | H | H | H |
| 7,7 | P | P | P | P | P | P | H | H | H | H |
| 8,8 | P | P | P | P | P | P | P | P | P | P |
| 9,9 | P | P | P | P | P | S | P | P | S | S |
| 10,10 | S | S | S | S | S | S | S | S | S | S |
| A,A | P | P | P | P | P | P | P | P | P | P |
I giocatori diligenti di solito puntano a imparare a memoria la tabella della strategia di base, ma nella pratica usarne una versione stampata come promemoria non è vietato nemmeno nelle sale fisiche, dove il dealer ti vede — figuriamoci online.
Footnotes
-
In alcuni tavoli al giocatore vengono proposte side bet insolite, il cui pagamento può superare di molto il classico 3:2 del blackjack naturale. Una puntata Lucky Ladies, per esempio, può fruttare un pagamento enorme fino a 200:1, ma per ottenerlo le prime carte del giocatore devono essere due donne dello stesso seme (cuori o picche, a seconda del tavolo); quindi in una certa situazione una donna può risultare molto più preziosa, anche se il suo valore in punti non è cambiato. ↩
-
La combinazione di carte in possesso di un giocatore. ↩
-
In alcuni tavoli il pagamento del blackjack naturale è 6:5, ma questa regola va accuratamente evitata: fa rinunciare al giocatore a un profitto costante. ↩
-
Una mano «morbida» è quella che contiene un asso che (almeno per ora) vale 11; se il giocatore decide di chiedere un’altra carta non sballerà di sicuro — all’occorrenza l’asso passa a valere 1 e la mano diventa «dura». ↩
-
Tieni presente, però, che il raddoppio consente di ricevere una sola carta aggiuntiva, non di più. ↩
-
Moltiplicare semplicemente per due il 7,69% (la probabilità di una singola carta) è sbagliato, perché dopo la distribuzione della prima carta nel mazzo non ce ne sono più 52 ma soltanto 51. ↩